EGOR veicolo di crescita del territorio

Oggi, presso la CCIAA, focus sulle ricadute degli europei di rugby over 35 di giugno

Economia, sport, turismo e sociale: il workshop di stamane, organizzato dal Comitato pro EGOR 2012 in collaborazione con la Camera di Commercio e l’Università di Trieste e tenutosi presso la Sala Maggiore dell’ente camerale, ha acceso i riflettori sulle molteplici opportunità offerte da eventi quali gli europei di rugby over 35 di giugno in termini di sviluppo del territorio e di diffusione di quei profondi valori umani di cui il rugby da sempre è portatore. “Orizzonti oltre la meta” è il primo di due appuntamenti, il secondo fissato per il 17 aprile, studiati per aprire il torneo alla città: non solo una reunion per appassionati dunque, ma una festa per Trieste.

I due panel, coordinati rispettivamente dall’assessore regionale allo Sport Elio De Anna e dall’assessore comunale al Commercio Elena Pellaschiar, hanno chiamato i relatori a illustrare da un lato la storia della kermesse e la sua crescita negli anni e dall’altro le ricadute generate da simili iniziative sul tessuto socio-economico locale.

Così, mentre il presidente della Camera di Commercio Paoletti ha voluto evidenziare «l’unicità di Trieste, location ideale per ospitare manifestazioni internazionali» chiosando sul rugby quale «sport di valori in un’epoca di sfrenato individualismo», l’assessore regionale al Turismo Federica Seganti ha posto l’accento sul milione di presenze registrate nel 2011: «un record che eventi quali l’EGOR possono contribuire a battere già nell’anno in corso».

Di «rugby paradigma di vita» ha invece parlato Igor Dolenc, vicepresidente della Provincia, rimarcando i valori formativi e inclusivi della disciplina, mentre l’assessore comunale allo Sport Emiliano Edera ha puntato sul tridente «promozione turistica, crescita del movimento rugbistico e sviluppo impiantistico».

Elio De Anna ha voluto sottolineare la centralità di Trieste nell’Europa e il suo ruolo di porta sui Balcani, con le possibilità che ne derivano in termini di nuove partnership con realtà vicine ma ancora oggi poco considerate, chiudendo con una succosa chicca: «stiamo lavorando –ha anticipato- all’organizzazione di un grande evento internazionale legato alla palla ovale da tenersi dopo l’EGOR allo stadio Rocco, proprio nel centenario della nascita del paròn».

Laddove Edi Sommariva -direttore generale di Turismo FVG- ha spostato la riflessione sugli investimenti stimolati da kermesse quali EGOR, che lasceranno in dote al territorio un patrimonio di strutture messe a nuovo, Marko Protega –supervisore di ben tre edizioni EGOR- ha raccontato con passione il lungo percorso degli oldies nell’organizzazione di tornei mondiali ed europei e Sergio Caggia -vicepresidente EGOR- ha fornito spunti interessanti per la gestione della parte finanziaria del evento.

Input utili a introdurre gli interventi di Andrea Fabiani –del Comitato Pro EGOR 2012- che ha parlato dell’edizione 2010 svoltasi a Caernarfon, in Galles, e delle sue ricadute e dell’organizzatore del Super Beach5s Rugby Cesare Zambelli, che ha portato la sua esperienza di promotore di manifestazioni di respiro internazionale.

Durante il secondo panel, aperto dalla promessa di Elena Pellaschiar di coinvolgere le attività commerciali nella cittadella EGOR che avrà come punto di riferimento piazza Ponterosso, il professor Romano Isler ha posto –in qualità di presidente del CUS Trieste e past president Panathlon- l’accento sulla veicolazione di profondi valori culturali attraverso la partecipazione di persone di grande spessore intellettuale: una realtà ancor più vera quando si parla di rugby.

Giacomo Borruso, docente di Economia e Rettore emerito dell’Ateneo triestino, ha invece concentrato la sua analisi sui benefici al terziario e sullo stimolo favorito da eventi quali EGOR al consolidamento delle strutture ricettive, con l’obiettivo finale di valorizzare su scala internazionale un territorio, quale Trieste, dalle enormi potenzialità.

A concludere i lavori, Mario Besi –past president del Firenze Rugby 1931- è tornato sul tema dei valori del rugby, citando tra questi «il lavoro di squadra, il rispetto, il piacere, la disciplina e lo spirito sportivo» e rimarcando la prevalenza del fair play e della solidarietà sull’esasperato agonismo: «tutti elementi utili –secondo Besi- a sviluppare nelle nuove generazioni qualità comportamentali altrimenti difficilmente assimilabili».

Trieste, 27 marzo 2012