Non sarà la maglia più bella del mondo, il tessuto è quello che è, il colore è monocorde, non ha numero, non è la “Kombat” né la superattillata del Super 14 ma è la mia maglia! La guardo quasi con rispetto, con tanto affetto. E’ la mia maglia! Quel pezzo di stoffa racchiude emozioni, momenti brutti, fatica, dolore ma anche soddisfazione, gioia, divertimento. E’ la mia maglia! La indosso solo per giocare, mai per allenarmi, per carità! Faccio addirittura fatica ad usare le maglie da gioco del passato in altre occasioni perché ognuna di loro rappresenta un periodo della mia vita post-sportiva – da veterano, insomma – ed è piena di memorie. Con me hanno fatto il giro d’Europa, hanno visto sole e pioggia, fango e prati bellissimi, hanno incontrato gente di mezzo mondo e mi hanno distinto nella vittoria e nella sconfitta. La mia maglia! Quel distintivo sul cuore, dove altro sennò, con il simbolo della società che rappresento e di cui mi sento parte integrante come se fossi sempre stato lì. Non rinnego il mio passato con altre maglie, anzi, ne vado fiero. Ma ora c’è solo lei e quando la indosso torno indietro nel tempo e mi sento un ventenne pronto alla battaglia. E’ la mia maglia! La ripongo a parte nel cassetto, con i suoi pantaloncini e i calzettoni quasi fossero fratelli minori ma sempre figli, e quando la tiro fuori è un segnale: il giorno è arrivato e si deve giocare. E’ la mia maglia. E io ne vado fiero.