QUANDO ancora ti prepari mentalmente alla partita pur avendone giocate mille, QUANDO giochi contro squadre vere, formate completamente da ex-giocatori che spesso hanno pure giocato insieme per anni e a un buon livello, QUANDO il gap generazionale in campo è una realtà e ti trovi a lottare con gente che ha l’età di tuo figlio o che comunque potrebbe tranquillamente esserlo anche senza un errore di gioventù, QUANDO perdi perché così deve essere ma esci dal campo avendo “dato il fritto” e non riesci a contarti lividi e abrasioni, QUANDO la notte hai persino difficoltà a girarti nel letto e devi ricorrere alla “chimica” per riuscire a dormire senza dolori, QUANDO ti rode comunque e ci sformi, QUANDO ripensi alla partita e rivedi quello che hai fatto e quello che avresti potuto fare criticandoti e assolvendoti ma neanche troppo, QUANDO ti tocca rinunciare perché proprio non ce la fai e ci stai male, QUANDO supporti la tua squadra da bordo campo soffrendo moralmente o fisicamente, QUANDO vedi i tuoi compagni che danno il massimo e gongoli, QUANDO ti trovi a festeggiare come un bimbo se la tua squadra fa una bella azione, difende bene o segna una meta, QUANDO ti rendi conto che quello che provi per coloro che condividono lo spogliatoio e il campo con te è affetto vero e incondizionato, QUANDO ti dispiace che un tuo compagno di squadra non ce la faccia o si faccia male…
ALLORA è amore! Amore per il tuo sport ma anche amore per quei 50 e passa pazzi con cui condividi queste emozioni.