La squadra dei Milòld schierata a Barcellona

La squadra dei Milòld schierata a Barcellona

“Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate, sognate, scoprite” . Lo ha scritto Mark Twain. Ed il concetto è , se vogliamo, stato ripreso dalle parole, sanguigne, emozionali, totalmente sincere, con le quali Carletto Maestri, al rientro dalla trasferta Catalana ha suggellato la nostra esperienza, perché, ormai, ogni commento ed ogni cronaca non può fare a meno degli istanti colti con ironia e immediatezza nei social network.
“Giovani, sì, giovani, perché in fondo, nemmeno troppo, siamo giovani….Che, ammazzandosi di risate, vanno a prendere botte a 1000 Km di distanza, dormendo, ad un’età media che supera gli—-anta, in un orrendo casermone post Franchista pieno di vecchie col deambulatore (sembrava il gruppo vacanza del Pertusati, ndr) e francesi ubriachi…(e Inglesi ubriachi, e Australiani bevuti, e Americani belle che andati, e Maltesi, Spagnoli accomunati dalla passione per il luppolo, ndr).
Per quello che è il piacere di stare insieme e condividere quella che è stata una esperienza meravigliosa grazie a tutti(compreso (il “fu”, ndr) Cardinal Martini) . E grazie anche alle indomite donne che ci hanno seguito e su(o)pportato e a quei compagni che sono venuti anche non potendo giocare (vero grande Mancu, ndr). Davvero grazie. E’ stato bellissimo !”
La vita pulsa a ritmo accelerato per le strade di Barcellona, la capitale economica che mostra di possedere gusto per la vita, genio artistico e senso dello stile che poche altre città possono vantare.
Ne abbiamo avuto il sentore guidati dal nostro esimio Capitano, nel ruolo di Comandante della Brigata dedicata al Turismo estremo nella giornata che ha preceduto il nostro arrivo a Lloret de Mar, rinomato centro della Movida della Costa Brava, ne è il centro balneare di riferimento dove ormai da 6 anni il Festival Internazionale del Rugby Old viene organizzato con grande professionalità. Quasi mille giocatori di rugby appartenenti a più di 40 squadre di 3 continenti, uno spettacolo di folla e folklore senza paragoni nel mondo Old Rugby, il tutto in un ambiente spettacolare con 8 campi perfettamente preparati in erba naturale.
Per i Serpentelli doveva essere il suggello alla gestione del nostro primo “Coach” Alberto Broli e per questo abbiamo risposto alla chiamata in modo veramente encomiabile.

Peccato per Mancuso, costretto al ruolo di fotografo ufficiale per un recente problema al ginocchio e per Fabio “Benny” Benazzo che in un placcaggio di “riscaldamento” ha vanificato buona parte del senso della sua trasferta e peccato per la caviglia destra del Gatto che non ha sopportato l’espressione della sua forza. La cronaca. Inseriti nel Girone Egor 9 , girone di ferro con tre squadre Francesi di età, peso e cultura rugbistica superiore, abbiamo comunque cercato di fare la nostra onesta figura, in mezzo ad errori veniali ed evitabili, per i quali siamo stati sempre castigati dalla superiore esperienza dei transalpini. Da segnalare l’esordio di Alessandro Vietti, nobile terza linea votato al sacrificio che ha dato una grande iniezione di fiducia ai compagni di linea.
Primo match contro SBM di Monaco (Montecarlo). A senso unico, senza storia con regolari segnature (scandite ogni 6 minuti) con gioco aperto sino all’ala e alcuni errori nei placcaggi decisivi della nostra tre quarti. In vero non abbiamo superato la metà campo e le 5 mete subite hanno rappresentato il chiaro divario con la squadra Francese.
Secondo match: avversari Les 73 di Montpellier, tradizione e storia del Rugby d’Oltralpe. Un inizio timoroso, schiacciati a subire alcune ondate d’attacco e qualche timida ripartenBarcellonaza, hanno portato a subire ancora un rotondo 5 a 0. Il problema emerso è stato anche quello di non riuscire a gestire, dopo una ruck o una maul, una seconda fase d’attacco senza perdere il possesso palla. “Hai detto un Prospero” direbbe un commentatore accanito e particolarmente critico, perché la gestione della fase chiusa rappresenta l’essenza del gioco, ma la nostra sostanza, sviscerata dalle esperte squadre transalpine è stata proprio questa, con gli immancabili errori dettati da poca lucidità nel momento della pressione dell’avversario, con frequenti perdite del possesso palla.
Il terzo match, contro i Sarcellulites di Parigi ha rappresentato il momento dell’orgoglio Milòld. Abbiamo giocato alla pari nelle fasi chiuse, siamo stati trafitti all’inizio solo a causa di una nostra ingenuità, abbiamo costruito alcune belle fasi d’attacco con una azione in quarta fase veramente apprezzabile, poi siamo stati infilati 3 volte consecutivamente in azioni fotocopia originate da una mischia chiusa con apertura di gioco sino all’ala smarcata e padrona del terreno, senza una vera opposizione.
A questo punto l’orgoglio si è destato e una azione nata da un semi intercetto di Ale Amati a metà campo, proseguita da una percussione di Icio Lanterna e di Paolo Campili, ha dato il via ad una azione corale all’esterno dove Alberto Broli nel ruolo di secondo centro si è avviato verso la linea di meta smarcando l’attento Boiler, in questa occasione ala a sostegno, che ha marcato tra il tripudio del nostro pubblico. Una vera azione di rugby moderno dove i ruoli si intercambiano tessendo la
tela di un rugby “champagne”
La degna conclusione del festival: un mega party di gala con oltre 1200 commensali, premiazioni, inni e canti goliardici che hanno suggellato il valore intrinseco della manifestazione. Per noi Serpentelli è rimasto un duplice dubbio, sull’autore di una frase ascoltata sul campo “Dove vai ?, dove scappi ?, Vieni qui ! Futooooo!” nel mezzo di una ruck.
Credo che Lillo Raffa sia l’indiziato numero uno, mentre per una altrettanto forbita citazione fuori dal campo – “Ci fumiamo un Montecristo ?”. “No, per strada no, dai. Dobbiamo fare una cena con risotto (Paella, ndr), una bella fetta di carne (Churrasco, ndr)…poi alla fine ci sta il Montecristo con un bel Cardinal Martini” – avrei più indiziati. A voi la risposta !