Archivio per la Categoria “Mondo Rugby”

Le puoi trovare a bordo campo a soffrire, a casa a recriminare, al terzo tempo a intrattenere, alla club house a guardare con affetto quei trofei che i loro mariti/compagni/amanti/uomini/padri hanno faticosamente riportato a casa. Loro ci sono sempre, anche se spesso sono costrette a rinunciare alla loro presenza fisica per stare appresso a torme di figli e case linde e pinte.
Ci guardano da spaventose altitudini, ci mandano benevolmente a quel paese ma poi ci viziano, se non con le moine e le coccole, con la loro assidua presenza.
Non importa se c’è da affrontare il freddo gelido dell’inverno mitteleuropeo o il caldo torrido dell’estate mediterranea. Loro sono lì buone buone: fanno capannello, inciuciano, intessono rapporti, ogni tanto danno uno sguardo a ciò che accade in campo e poi riprendono il loro verboso tran tran.
E’ raro andare in trasferta senza qualche presenza femminile ed è ancor più raro giocare in casa senza vedere qualche signora aggirarsi per il club in cerca di un bagno o di un the caldo.
Ogni tanto, però, la loro solerte presenza mi fa venire un dubbio: se invece di Parigi, Londra, Dublino o altre località amene le nostre trasferte si svolgessero in paesini sperduti privi di qualsiasi attrattiva shoppingologica, loro ci seguirebbero lo stesso? Allora ci penso su e, dopo un breve riflessione, al ricordo delle innumerevoli volte che me le sono ritrovate a darci una pacca sulle spalle o a fornirci un affettuoso supporto morale anche in posti di nessun interesse e per niente ospitali, trovo la risposta: “Sì, decisamente sì”.
E il loro compito non si esaurisce quando si torna a casa: invece di portare un brodino caldo a letto ai loro vecchietti ammalati di artrosi galoppante con gravi accenni di Alzheimer, sono costrette ad improvvisarsi infermiere e fisioterapiste, vai di pomate e bendaggi sugli ex-muscoli dei loro vecchietti indomiti. I “Mi fa male qui” e i “C’ho la bua” si susseguono costantemente sulle labbra dei loro bambinoni cresciuti, così paurosamente più fragili di loro che ci osservano ridendo tra sé e sè.
Il vero sesso debole siamo noi, bisogna ammetterlo, e la professione che esercito me lo conferma ogni giorno. No, non fraintendetemi. La mia non è banale piaggeria. E’ riconoscenza. E questo breve scritto non è altro che un tributo alle “Donne del rugby” delle quali le nostre rappresentano l’espressione più pura e sofferta. Grazie ragazze! Onorevoli e onorate Senatrici.

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Il Museo del Rugby ha il piacere di invitarLa ad un evento unico ed esclusivo.

Il prossimo 10 febbraio, vigilia di Italia – Inghilterra, primo match casalingo per l’Italia nel Torneo delle 6 Nazioni 2012, gli ex Azzurri si ritroveranno nella sede di Corso Filippo Turati, 121 a Colleferro (RM) per celebrare la 750maglia della collezione “Fango e Sudore, le Maglie del Rugby Mondiale”.

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Due valorosi Olders del Seregno Rugby, Pigia e Huber, si sono fatti onore a Parigi, sabato 04 febbraio,
dando man forte alla compagine Capitolina in una mattinata davvero gelida…

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 http://oldersrugbyseregno.blogspot.com

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Quando qualcuno a cui parlo del rugby mi chiede: “Ma è quello che si gioca anche sul ghiaccio?”, di solito inorridisco.
Questa volta, però, mi è toccato dargli ragione a malincuore. A -7 gradi Celsius il campo dello Stade Français, in un impianto polisportivo da sogno nello splendido “endroit” del Bois de Boulogne, era in effetti più buono per un incontro di hockey su ghiaccio che per una partita di rugby.
Ma nessuno di noi si era portato i pattini e le mazze e quindi ci è toccato arrangiarci con quello che avevamo. Un po’ d’olio canforato e una termica, con il supporto di tanto, tanto entusiasmo, ci hanno riscaldato meglio di un termosifone.
L’onore della maglia, poi, ha fatto il resto. E così, nonostante il generale “Ma chi ce lo ha fatto fare!”, siamo scesi in pista, pardon, in campo per sfidare la squadra di Benoit, fratello del nostro – ex ormai, sigh – compagno di squadra Bertrand sotto un magnifico sole gelato.
Partita durissima, continui ribaltamenti di fronte, botte da orbi e risultato sempre in bilico.
Chi ha vinto? E’ indubbiamente stato un pareggio.
Loro hanno segnato 7 mete contro le nostre 6 ma noi abbiamo segnato un bellissimo gol all’incrocio dei pali.
Ah, è vero. Molti di voi non c’erano e quindi spiego le mie parole arcane.
Tranquilli, la battuta sul cane non la faccio!
Dato che l’unico campo praticabile per modo di dire – fondo Findus anche lì – era quello da calcio, abbiamo giocato un touch 12 contro 12 in cui dopo il terzo tocco si poteva calciare. E così è uscito il magnifico gol del nostro terzino sinistro che, pensando di fare un calcio a scavalcare la difesa, ha tirato una mina nella porta avversaria scatenando la gioia dei giocatori in campo e fuori.
E così, maglie sulla testa e scene da derby, abbiamo continuato a giocare rendendo onore alla nostra maglia e alla nostra simpatia.
Tant’è che gli amici dello Stade Français si sono autoinvitati per l’anno prossimo da noi in occasione del 6 Nazioni, se non addirittura prima.
Il freddo? E chi lo ha sentito! Ci siamo divertiti così tanto che saremmo pure potuti essere a Copa Cabana a gennaio (sì, gennaio! ahò, in Brasile gennaio è estate, gnurantòn!).
Dopo un terzo tempo all’altezza del posto con birra a fiumi e buon cibo, baci, abbracci, scambi di doni e promesse di incontri futuri, siamo scappati alla volta di Saint Denis. E lì abbiamo capito che la mattina eravamo davvero stati a Copa Cabana a gennaio: un freezer sarebbe stato più caldo delle tribune dello Stade de France…
Domenica mattina ci siamo svegliati in una Parigi ricoperta di neve, uno spettacolo davvero notevole. E quando siamo tornati a Roma ci siamo resi conto che forse avevamo sbagliato destinazione: pareva di essere atterrati a Bolzano!
Basta sparare cavolate! Voglio essere serio e ringraziare tutti, anche chi ha perso l’aereo (mannaggia a Giove Nivoso!) ed in particolare Alberto Magni, ottimo organizzatore della trasferta, e Marco Franzoso che ha acquistato per noi i biglietti e con la cresta che ci ha fatto si è visto la partita nel salotto di Carlà allo stadio con viveri e riscaldamento a profusione.

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